Flamenco – Ester Bucci

Il Flamenco nasce come manifestazione artistica e soprattutto spontanea di un gruppo marginale della società andalusa, ma nel giro di due secoli si trasforma in qualcosa di molto diverso. Verso la fine dell’ 800 gli interpreti diventano professionisti, confrontandosi con un pubblico nuovo e più vasto. Il Flamenco si sviluppa e si codifica, si creano nuovi stili, si affinano le forme, si amplia il repertorio. Si insiste su temi come l’amore, la fatica di vivere, la morte, il destino, la miseria, la solitudine, temi del resto universali che hanno permesso al Flamenco di diventare un modo di sentire non solo dei Gitani e degli Andalusi, ma di tutti coloro che condividono una particolare visione del mondo.
Oggi il Flamenco è un’arte che spazia dal piccolo locale destinato a esibizioni più intime e per un pubblico ristretto, ma non per questo non coinvolgenti, e cioè il Tablao ai grandi palcoscenici di tutto il mondo.
È un’arte in continua evoluzione senza mai dimenticare però le sue origini e motivazioni e il suo essere un dialogo profondissimo tra cante, toque e baile.
Nel 2010 il Flamenco è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.